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“Una decadenza pittorica della società contemporanea”

Una discarica vista mare.
Nel 2003 vagavo per l’isola di Kea (Κέα, conosciuta anche come Tzia, Τζια), la prima isola dell’arcipelago delle Cicladi che si incontra arrivando dal porto Pireo di Atene.
Una montagna di rifiuti che ancora in alcune parti stava bruciando era lì davanti a me, davanti al mare. Esclamai: “Devo fermarmi!”
Iniziai a fotografare tutto ciò che nella mia realtà pittorica trovavo affascinante.
Tutto era lì, per caso, ad aspettarmi. Nulla di costruito. Solo la triste realtà.
Un giorno decido di impaginare senza bordi e senza scritte il mio primo libro di fotografia: “Kea, Greece 2003”.
Nel 2017 stampo le prime 10 copie, intitolate, numerate e firmate a mano.
Nel 2018, grazie all'energia e all'input di Valeria Bersanetti, ho creato delle 'fotografie sonore".
Questo nuovo progetto unisce fotografia e musica.
I singoli scatti del mio libro sono stati abbinati a delle tracce audio registrate per la strada, a suoni di macchinari utilizzati per la produzione di oggetti o suoni degli stessi oggetti, a rumori della natura. Il tutto si conclude con un viaggio contemporaneo che vede protagonista la musica elettronica prodotta da Peter PRK.

Federica Brambilla

nasce a Milano il 3 dicembre 1981.

Alle elementari avrebbe voluto rifare le grafiche dei quaderni di scuola, ritagliava di nascosto le immagini degli animali dall’enciclopedia della maestra e il suo più grande furto è stata una cartella colori di pitture metallizzate che si trovava in uno scatolone nel soppalco della sua classe. Certe cose non si fanno, ma certe altre è giusto poi farle, dando un certo significato agli istinti primari.

Il suo incontro con la fotografia nasce negli anni novanta quando suo padre le insegna per la prima volta a scattare con una Olympus OM-2 analogica.

Ad un certo punto, alla fine del liceo, intuisce che la creatività le interessava più di qualsiasi altra cosa e si fa comprare un Mac dicendo che aveva già capito che quell’oggetto le sarebbe servito per il suo futuro lavoro, pur non sapendo chiaramente che cosa sarebbe successo in seguito.

Dal 2000 al 2004 studia Fashion Design a Milano, all’Istituto di Moda Burgo e all’Istituto Marangoni.

Scopre la grafica e se ne innamora.

Nel tempo libero viaggia più che può e visita Londra, Berlino, Parigi, Amsterdam, Atene, Kea, Mykonos, Copenhagen, Vienna, Tarifa, Barcellona, Ibiza, Formentera, Firenze, Siena, Torino, Verona, Padova, Bologna, Palermo e gran parte della Sicilia…

In questo periodo fotografava spontaneamente e senza pretese. Muri scrostati, pezzi di carta o adesivi attaccati ai muri e manifesti strappati che con le loro stratificazioni rappresentavano il tempo che passa e la materia in continua trasformazione. Alcune di queste fotografie sono state poi stampate e montate su pannelli di vario formato.

Nel 2003 utilizza per la prima volta una piccola macchina fotografica digitale compatta con la quale realizzerà gli scatti presenti nel suo libro intitolato “Kea, Greece 2003”.

Scopre Berlino. Avanguardia, libertà, spontaneità creativa, arte e musica elettronica in ogni angolo della città. Qui scatta su pellicola quel che restava del muro. I disegni originali della East Side Gallery, già scrostati dal tempo, appariranno in segito nel suo libro ”Berlin Wall, 2003”

Questi due libri sono stati stampati, nel 2017, a tutta pagina su carta opaca, senza testi, numerati a mano e firmati.

Dal 2005 ad oggi lavora da Marni, casa di moda italiana fondata da Consuelo e Gianni Castiglioni nel 1994 e per la quale attualmente segue progetti di vario genere, spaziando dalla parte creativa a quella fotografica, dal video alla grafica.

Nel 2008 la prima reflex digitale che l’ha accompagnata nella sua quotidianità lavorativa e anche nei suoi viaggi. Scopre un nuovo mondo in cui si potevano utilizzare le ottiche meccaniche su supporti digitali di alto livello. Lightroom e lo sviluppo autonomo.

Realizza alcune stampe dai titoli “Serratura” (Milano), “RA-MO” (Milano), “Bianco e nero”(Berlin), “Central” (Berlin) , “Copenhagen, ognuno ha la sua chiave” (Copenhagen), “Duomo-Tilt” (Milano), “A place with no windows” (Tarifa, Spain), “Senza titolo” _i benzinai_ (Milano), “Terrorista” (Milano, vicino al carcere di San Vittore) e altre ancora.
Una sorta di neorealismo cittadino. Ingrandimenti di serrature, errori di stampa, pellicole non impresse del tutto.
L’errore. Che sia nella dimesione, nel processo di creazione, nel concetto o nel risultato.
Casualità e sorpresa.

Tra il 2008 e il 2009 frequenta un corso di arti visive allo IED in cui studia tecniche di ripresa e montaggio video.

Nel 2009 partecipa alla collettiva “Sguardi sulla città” con una serie di foto e tele intitolate “Petrolio”. Progetto ancora in corso e che non ha una vera e propria fine.

Alcuni luoghi di Milano, spesso casuali o dettati dal semplice amore diventano luogo di alcune sue mostre fotografiche, personali o collettive.

Nel 2010 crea un evento chiamato Experiment con amici creativi. Dopo alcune serate di videoproiezioni e musica realizza una collettiva al Bitte di Via Watt a Milano. In quell’occasione riempie il locale di foto, bagni compresi.

Nel 2011 il primo viaggio oltre oceano. New York, Miami e Costa Rica.
Scatta vedute aeree degli Everglades. Per la prima volta solo la pura bellezza del paesaggio.

Nel 2012 nasce “Vetrate”, progetto che viene portato avanti fino al 2017 e che diventerà il suo più grande libro mai realizzato ad oggi. Una raccolta di più di 300 scatti delle vetrate presenti all’interno dei portoni dei palazzi milanesi. Decide di intitolarlo “Milano, una passeggiata diversa dal solito” perché a suo avviso svela un lato della città che non tutti osservano nella quotidianità di questo luogo che va sempre di corsa.

Tra il 2013 e il 2014 presenta due mostre personali: “21 foto su una parete e altre sparse” in cui espone le sue stampe d’archivio e “Materia Muta” una serie di fotografie di muri scrostati.

Tra il 2017 e il 2018 decide di affrontare la musica in modo più attivo e si iscrive al NAM, frequentando prima un corso di produzione di musica elettronica e successivamente di pianoforte.

Segue dei corsi sulla libertà finanziaria, dal trading all’immobiliare, convinta che anche i soldi abbiano la loro importanza per sviluppare al meglio le proprie capacità creative.

Alcuni artisti studiati e scoperti negli anni hanno segnato sicuramente il suo percorso artistico, per lo meno inconsciamente. Marcel Duchamp, Vincenzo Agnetti, Ben Vautier, Arman, Christo et Jeanne-Claude, Alejandro Jodorowsky, Bruno Munari, Bill Viola, Andy Warhol…

Collabora costantemente con artisti, musicisti, fotografi, videomakers, registi e creativi in genere.

Scopre che la vita è eterna e che quindi non morirà mai veramente.

“Sogno di vivere al mare e di essere un giorno quel piccolo insetto che guarderà le opere di questa vita precedente esposte al MOMA di New York : )”